Questo volume propone un'analisi completa e critica dell'arbitrato nell'Africa francofona (spazio OHADA), mettendo in discussione la sua capacità di conciliare i propri fondamenti teorici, autonomia di volontà, rapidità, riservatezza e competenza-competenza, con le realtà giurisdizionali, istituzionali e sociopolitiche del continente. Al di là di una presentazione descrittiva, l'opera adotta un approccio pragmatico e prospettico. Mette in luce i notevoli progressi del diritto OHADA, individuando al contempo i limiti strutturali che ancora ostacolano l'efficacia dell'arbitrato come altra giustizia credibile, accessibile e adeguata alle realtà africane. Vengono formulate proposte concrete: creazione di un elenco regionale di arbitri, rafforzamento della formazione radicata nella pratica locale, adeguamento ragionato dell'immunità dall'esecuzione dei soggetti pubblici, pubblicazione di lodi anonimizzate e sviluppo di una vera e propria cultura arbitrale africana.