Totò ha lasciato il caos di Roma per trasferirsi all'Aquila. Lavora come chef in un ristorante, ama le montagne, e pian piano comincia a conoscere la città con i suoi riti e i suoi abitanti, ritrova dei vecchi amici e se ne fa di nuovi. I sapori locali lo inspirano a provare qualcosa di nuovo, tra prodotti tipici e ricette fantasiose. Chissà, magari quella stella Michelin che è sempre stato il suo sogno, fin dai tempi della scuola alberghiera, potrebbe diventare un obiettivo concreto. Oppure alla fine il fascino della California sarà più forte, e lo spingerà a partire per provare una vita completamente diversa.
Insomma, la vita va avanti tra piccole soddisfazioni e decisioni rimandate, ma la tranquilla esistenza di Totò cambia quando si convince di aver scoperto un omicidio: la morte di due sposini, ufficialmente un incidente, nasconde dettagli inquietanti, come se tutto fosse stato organizzato da un killer professionista capace di cancellare ogni traccia. Già, ma chi mai farebbe una cosa del genere? E soprattutto, perché?
Gabriella non lo aiuta. Lei, il suo grande amore dell'adolescenza, lavora in polizia proprio all'Aquila, e cerca di fargli capire che non puoi accusare qualcuno di omicidio senza prove molto concrete. Così tutto resta in sospeso, tra Totò che si chiede se trasferirsi all'Aquila sia stata una buona scelta, e il mondo che va avanti senza aspettarlo.
Fino al sei aprile duemilanove.
Il terremoto, trecentonove vittime e decine di migliaia di sfollati, una città distrutta. Un giorno in cui può succedere di tutto, anche smascherare l'assassino più insospettabile e più generoso al mondo.
E preparare la caciotta allo zafferano, naturalmente.