Smascherare l'architettura fascista.
Smontare gli edifici.
Da Milano a Latina, da Asti a Palermo.
Con un volo su Berlino.
Interviste, segreti, foto.
Nei manuali infatti l'architettura fascista viene definita impropriamente "razionalista". E questo è un inganno perché il razionalismo è, nella stragrande maggioranza dei casi, soffocato o contraddetto. La propaganda e la "bella forma" prevalgono sulla funzionalità.
Il fascismo voleva sembrare moderno. A tale scopo adottò lo stile alla moda. Ma si trattava di una mistificazione. Diventa perciò doverosa un'operazione verità, oggi, in tempi di cancel culture. Controcorrente, in epoca di revisionismi.
Nell'analisi, vengono intervistate personalità insigni come Adachiara Zevi, architetta, storica dell'arte, Presidente della Fondazione Bruno Zevi; Ferruccio De Bortoli, ex Direttore del "Corriere della Sera" e Presidente onorario del Memoriale della #Shoah a Milano; Giuseppe Pedroni e Fabrizio De Sanctis dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani; Raffaella Barbierato, Direttrice della Biblioteca Statale di Cremona.
Fra gli edifici "smontati": il Colosseo Quadrato all'Eur, lo Stadio hitleriano di Berlino, l'Arco di Trionfo alle porte di Milano che domina una ex fabbrica di armi chimiche voluta da Mussolini, il Mausoleo Graziani di Affile costruito pochi anni fa, la imbarazzante forre di Asti dall'aspetto fallico, e altri esempi.