Allo Sperone non si nasce bambini. Si nasce già in difesa.
Nel cuore di Palermo, tra palazzi consumati dal tempo e strade che sanno di sale e rassegnazione, quattro ragazzi crescono troppo in fretta.
Cristian, impulsivo e senza paura.
Miryam, lucida e silenziosa.
Enzo, fragile ma ostinato.
Tonino, che osserva il mondo disegnandolo.
Non sono una banda. Non sono una famiglia.
Sono un'accozzaglia che resiste.
Il mare è lì, vicino.
Eppure resta invisibile.
Come il futuro. Come la possibilità di cambiare destino.
Tra infanzie spezzate, sfide pericolose, segreti e verità mai dette, Il mare che non si vede racconta senza filtri la periferia, la perdita dell'innocenza e il peso di diventare grandi troppo presto.
Un romanzo crudo, intenso, necessario.
Una storia che non addolcisce la realtà, ma la restituisce per quello che è.
Perché allo Sperone non ti insegnano a sognare.
Ti insegnano a resistere.
E a volte, resistere è tutto.