Gli italiani non sono portati per la rivoluzione. Bravissimi nel tiro al piattello e irraggiungibili nell'arte culinaria, la rivoluzione non rientra perň nell'elenco delle loro specialitŕ. In centinaia d'anni, mentre francesi, americani e russi si ribellavano all'andamento della propria Storia, gli italiani sceglievano strade alternative quali la diplomazia, l'iniziativa individuale, l'attesa della dipartita naturale del nemico, il superenalotto. "Il piantagrane" si svolge in un Paese che somiglia molto all'Italia dei giorni nostri. Narra la vicenda di un individuo qualunque che, suo malgrado, si trova a innescare un grande, strabiliante, radicale cambiamento. A causa della sua semplice presenza, tutti cominciano ad agire secondo logica e buonsenso. Addirittura secondo coscienza. Si tratta di un pericolo enorme, che nessuna societŕ occidentale puň permettersi di affrontare: il pover'uomo, quindi, diventerŕ ben presto oggetto di una feroce caccia da parte dei servizi segreti. Qualcuno cercherŕ di aiutarlo, inviandogli l'angelo custode piů grottesco e maldisposto che si possa immaginare: un omino forzutissimo, che frulla parole storpiate dall'ignoranza e da un'oscura sapienza. E cosě il destino del pianeta e la possibilitŕ stessa di una rivoluzione saranno nelle piccole mani di una coppia stralunata.