Fabio Scotto intende percorrere in questo volume una distanza fra due estremi in realtŕ coincidenti: il senso non esiste in poesia senza un'articolazione verbale che lo esprima, mentre il suono č un dato percepibile all'udito che si arricchisce di valenze semantiche. Tradurre il suono significa quindi illuminarne altri possibili sensi, carichi di intensitŕ e intonazioni, e mostrare dunque anche un altro senso, ovvero la percezione dell'identitŕ propria e altrui che si manifesta nell'oralitŕ della scrittura. I saggi qui raccolti prendono in considerazione la traduzione nella contemporaneitŕ. Nella prima parte, lo studio del panorama teorico contemporaneo in Francia e in Italia consente di identificare alcune figure dominanti che interrogano il tradurre come pratica e modalitŕ del pensiero. Le analisi critiche di varie traduzioni d'autore permettono, nella seconda parte, una riflessione a suo modo sperimentale sul ritmo, lavorando sulla "lettera" e sulle sue sequenze prosodiche nella traduzione. Nella parte conclusiva, infine, si dŕ conto del dibattito sul ritmo, in corso in ambito scientifico, estetico, filosofico e poetico-traduttivo, nella sola convinzione dell.imprescindibilitŕ del problema della forma, la quale, indicando il senso e la direzione dell'incedere della scrittura e della traduzione, a essi lega la sua piů durevole possibilitŕ di "senso".