Io, ora, ipotizzo che quelle strofette di cinque versi e ancor meno pretese abbiano quasi magicamente funzionato come una porta fra quello che č letteratura e quello che č gioco, perché i due territori sono confinanti, ma questo confine č segnato dal temibile filo spinato dell'imbarazzo. I Wutki che hanno portato i limerick in Italia si firmavano con pseudonimi non convenzionali, davvero si nascondevano dietro a identitŕ fittizie. Gente come Sergio Morando, Paolo De Benedetti, Giampaolo Dossena, lo stesso Umberto Eco non si sentiva perfettamente legittimata a cazzeggiare (e scusate il tecnicismo). Il limerick, con le fedeltŕ che esigeva e le libertŕ che consentiva, ha costituito una porta di accesso impensabilmente insostituibile fra la voluttŕ dello scrivere in metrica e rima e lo scrupolo di non lasciarsi cogliere impegnati in un fescennino motivato solo dall'esercizio del linguaggio. Dalla prefazione di Stefano Bartezzaghi.