"Fin dagli albori della storia abbiamo notizia di gravi tensioni tra padri e figli con scambi di angherie e maltrattamenti culminati talvolta in orrendi delitti. Le informazioni che ci vengono da lontano riguardano vicissitudini all'interno dei palazzi del potere, ma c'è da giurare che anche dentro le caverne, o sulle palafitte, i rapporti in famiglia non siano stati tanto diversi. L'odierna cronaca ci dice che l'evoluzione non ha portato significativi progressi in questo senso. È cambiato qualcosa perché la società, nel suo procedere, si è imposta delle regole; l'uomo infatti si è dimostrato più sensibile alla legge dei propri simili che a quella divina. L'oggetto di contesa sembra essere sempre lo stesso: il potere, perseguito attraverso ogni mezzo senza particolare riguardo al grado di parentela". Un tema sempre d'attualità, una dettagliata analisi sul trapasso generazionale, sulla difficile cucitura tra due epoche in un contesto dominato dall'uniformità e dal pregiudizio.