L'angoscia piů profonda dell'uomo, che da sempre lo accompagna, č che la morte uccida ogni possibilitŕ di salvezza. Tuttavia Emanuele Severino ha mostrato, nella "Gloria", come la salvezza dalla morte sia una necessitŕ, non una semplice possibilitŕ: "L'uomo č atteso dalla terra che salva". Ma nella "cadenza primaria" di "Oltrepassare", che della "Gloria" č al tempo stesso "rischiaramento" e sviluppo, appare come in realtŕ "la terra che salva sia 'infinitamente' piů ampia, cioč piů salvatrice" di quanto lo scritto precedente lasciava intendere, e come il senso autentico del divenire "mostri una complessitŕ che nella "Gloria" non viene ancora indicata". Severino ha dedicato molti scritti a una rigorosa messa in atto del principio aristotelico di non contraddizione. E proprio in quanto mostrava le aporie su cui si reggevano celebri edifici della metafisica il suo pensiero suscitava un provocatorio interrogativo: che cosa si apre al di lŕ della contraddizione?