Signor Ammiraglio, che di tutto questo sballato assortimento di trasmissioni sub-spaziali, estratti dal diario di bordo, lezioni di scrittura creativa, lettere commerciali, inserzioni pubblicitarie, prescrizioni mediche, imbarazzanti confessioni coniugali, articoli di cronaca scandalistica (e molto altro ancora) se ne sia fatto un libro, mi sembra operazione editoriale alquanto discutibile. Dubito infatti che si troveranno lettori interessati all'ottusa pignoleria degli impiegati del Centro Spaziale Italico, all'intransigenza educativa di un eterogeneo circolo di mamme galattiche, all'eclettica filmografia di un cinematografaro di provincia, alle défaillance erotiche di un robotico dongiovanni, alla pessima reputazione degli scimpanzé di un circo itinerante, ai redditizi affari di un imprenditore del settore aerospaziale orgogliosamente convertitosi al mercato degli articoli per adulti, alle intemperanze verbali di una nuvola di gas telepatico imbevuta di letteratura vittoriana, all'onore macchiato di un imperatore extraterrestre che minaccia di scatenare una sanguinosa guerra interplanetaria.
Non metto in dubbio che la rischiosissima spedizione di salvataggio alla volta del misterioso Pianeta X in cui ci siamo imbarcati, fra razze aliene diversamente ostili e incresciosi incidenti diplomatici, avrebbe potuto servire egregiamente come materia da romanzo. Ho l'impressione, tuttavia, che, attraverso gli inesplorati spazi siderali, la forza gravitazionale esercitata dalla stupidità umana finisca col deformare anche quel poco di buono e appassionante che queste pagine raccontano, contribuendo a dipingere un universo desolatamente vincolato al principio antropico, nel quale, anche a distanza di anni luce, si ritrovano gli stessi vizi, le stesse meschinità, lo stesso tragicomico destino di ogni singolo abitante del pianeta Terra.