Bruce Dudley ha lasciato tutto alle spalle.
Una moglie brillante, una carriera rispettabile, la vita ordinata che l'America degli anni Venti considera il traguardo del successo. Con un nome falso e poche certezze, si ritrova operaio in una piccola città sulle rive dell'Ohio, immerso nel rumore delle fabbriche e nelle storie di uomini comuni che sembrano custodire una verità dimenticata.
Mentre il grande sogno americano corre verso il futuro tra industrie, automobili e progresso, Bruce intraprende un viaggio opposto: una discesa nelle profondità dell'animo umano, alla ricerca di qualcosa che il denaro, il prestigio e la modernità non possono offrire.
Pubblicato nel 1925, Riso nero è uno dei romanzi più audaci di Sherwood Anderson, autore che influenzò profondamente generazioni di scrittori americani, da William Faulkner a Ernest Hemingway. Un'opera intensa, visionaria e sorprendentemente attuale, che esplora il desiderio di libertà, la crisi dell'identità e il bisogno universale di ritrovare se stessi.
Tra il fiume Ohio, le fabbriche fumose del Midwest e le inquietudini di un'intera epoca, Anderson costruisce un affresco umano di straordinaria forza emotiva.
Perché a volte la fuga più difficile non è quella dal mondo. È quella verso la propria verità.
Sherwood Anderson (1876-1941) è considerato uno dei grandi innovatori della narrativa americana del Novecento. Con la sua scrittura profondamente umana e psicologica ha raccontato le fragilità, i sogni e le contraddizioni dell'America moderna, lasciando un'impronta indelebile nella letteratura contemporanea.
Traduzione di Cesare Pavese.