Nella collana Israel Echad, Rivelazione e Ragione attraversa il Medioevo politico ebraico.
Tra Islam e cristianità latina, Israele pensa la sovranità senza Stato.
Dai Geonim babilonesi a Saadia, la legge diventa comando a distanza.
In al-Andalus, corte e comunità sperimentano mediazione e pluralismo.
Il Kuzari di Yehuda ha-Levi disegna una nazione ideale: popolo, terra, Torà.
Maimonide tenta la sintesi: codice, ragione pubblica, politica della legge.
Il caraismo incrina l'autorità, mostrando due Israele normativi concorrenti.
Le kehillot occidentali trasformano l'esilio in istituzione: statuti, tasse, tribunali.
L'umanesimo ebraico entra obliquo nel lessico europeo di res publica e tirannide.
Ne nascono critiche dell'assolutismo e prime argomentazioni civili di tolleranza.
Qui non c'è apologetica né demonizzazione: solo storia, comparazione, conflitto.
Ogni sezione intreccia analisi e antologia di testi, con documenti e controcanti.
Sullo sfondo, la tensione decisiva: rivelazione e ragione, unità e molteplicità.
Da questo crocevia emergono le domande moderne su Stato, nazione, minoranza.
Un volume per leggere il presente con la memoria lunga di Israele.